IL CALCIO CHE CI PIACE...


Cari genitori e lettori da quando abbiamo iniziato questo percorso, consolidato con la prestigiosa collaborazione con l'Associazione Italiana Calciatori, con la quale condividiamo idee principi e metodologie, i momenti di riflessione sono stati diversi gli spunti molteplici. 

Riteniamo sia fondamentale oltre all' insegnamento calcistico educare i nostri bambini allo sport sano vero quello positivo, abbiamo fondato su questi principi la nostra filosofia, riteniamo però altrettanto importante informare tutti coloro che ci circondano e per questo condividere pensieri e spunti meritevoli di lettura.

Noi addetti ai lavori abbiamo un compito arduo e delicato, siamo convinti che con il supporto di tutti ma soprattutto di voi genitori sia per noi un compito più semplice, un dettaglio determinante per una crescita sana vera dei nostri allievi!

Abbiamo pensato di creare questa pagina dove inserire di tanto in tanto piccole pillole, a nostro avviso meritevoli di lettura, articoli, video, spunti, notizie, le quali possano farci crescere e riflettere sui molteplici aspetti di questo fantastico sport spesso scontati o superflui, un mondo, quello del calcio giovanile che vissuto dall'interno poi così tanto semplice non è. 

Con questa iniziativa vogliamo condividere con chi avrà il piacere di farlo quei momenti di riflessione che sono stati utili per la nostra crescita augurandoci e sperando che possano esserlo anche per voi.

Sia chiaro non pretendiamo di insegnare nulla a voi adulti anzi il nostro vuol essere un canale di informazione e collaborazione, quest'ultima fondamentale per un buon gioco di squadra...!


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RIFLESSIONI

"Papà, oggi alla partita non mi sono divertito affatto. Se questo vuol dire andare a scuola calcio, meglio continuare a suonare il pianoforte". 

"Lo capisco figlio, avete perso e non è affatto bello".

"No papà, non c'entra niente la sconfitta".

"E allora sicuramente sarà perché i compagni non ti passano mai la palla, io ho cercato anche di dirlo al mister ma non mi ascoltava".

"No papà, non è questo il motivo".

"Cos'è successo, è per via dell'arbitraggio? Purtroppo la colpa è di chi ce li manda questi arbitri incompetenti".

"Papà, il fatto è che..."

"Poi ci si mette pure il mister che ti fa giocare da terzino, possibile che non capisce che tu devi fare l'attaccante?" 

"Papà basta! Non sono triste perché abbiamo perso; a me non importa, quando gioco lo faccio sempre per vincere ma ciò che conta per me è correre e divertirmi insieme ai miei compagni. Non mi interessa dell'arbitro, ha solo qualche anno più di me e come me può sbagliare. Non fa nulla se gioco da terzino papà, le scelte del mister vanno rispettate. E se i miei compagni non mi passano la palla non è un problema, neanche io la passo perché quando ce l'ho mi piace provare a scartare l'avversario".

"E allora figlio, cos'è che ti rende così triste?"

"E' il tuo atteggiamento papà. Le tue urla, i tuoi consigli. Quando hai detto quella parolaccia all'arbitro mi sono davvero vergognato. Poi ti sei messo a litigare con un genitore dell'altra squadra, per non parlare di quando hai iniziato ad urlare al mister di farmi giocare in attacco".

"Figlio, ma io lo faccio perché voglio che vinciate cosicché tu sia felice".

"Papà, non ho bisogno di vincere per essere felice. Mi basta correre dietro al pallone insieme ai miei amici. Papà, la prossima volta, per favore, divertiti insieme a me. Non urlare, non gridare e lascia stare il mister, l'arbitro e gli avversari. Guarda la partita e lasciami giocare papà. Perché, io, non desidero nient'altro che giocare".

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